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La Task-force medico-legale della SICCH (c.d. SICCH-Legal) è un gruppo di lavoro composto da cardiochirurghi ed avvocati (in primis l’Avv. Francesco Isolabella) nato da un’idea dell’allora Segretario Scientifico, prof. Alessandro Parolari, con il contributo del dr. Giampiero Piccoli sotto la presidenza Menicanti.
 

Potremmo suddividere l’attività svolta della task-force in due distinti periodi: prima e dopo l’entrata in vigore della L.24/17 c.d.  “Legge Gelli- Bianco”:

Nel periodo antecedente l’entrata in vigore della L. 24/17 il contenzioso medico-legale era cresciuto in modo esponenziale, stante la mancata previsione di una apposita normativa limitativa della responsabilità medica, tanto in ambito penale che civile. Evidenti, infatti, erano i limiti e le criticità del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, noto anche come decreto Balduzzi.

Nel suddetto arco temporale i cardio-chirurghi, al pari di tutti gli altri sanitari, esercenti professioni, definite ad alto rischio, erano costretti a sostenere, in proprio, i costi esorbitanti necessari ai fini della stipula delle polizze a copertura della propria responsabilità professionale. Frequenti, inoltre, i casi in cui gli stessi assicuratori respingevano la stessa richiesta di copertura assicurativa, salvo proporla a costi insostenibili.

Le ripercussioni sulla professione medica ed - in particolare - sui giovani chirurghi erano pesantissime; dal momento che era pressoché impossibile ai giovani di sottoscrivere polizze R.C. aventi costi del tutto sproporzionati rispetto ai redditi percepiti.

Le disfunzioni di questo "meccanismo” erano, inoltre, causa diretta della c.d.“medicina difensiva” fenomeno a mezzo del quale il sanitario attuava una serie di condotte volte allo scopo di difendere e tutelare sé stesso da eventuali danni lesivi causati al paziente.

Inoltre, il mancato rinnovo delle polizze sottoscritte dai cardiochirurghi, specie quelli operanti nel settore privato era evento assai frequente se non addirittura automatico. Era sufficiente, infatti, un primo avviso di garanzia e/o una mera citazione in giudizio in A.T.P.  a determinare la immediata disdetta del contratto da parte dell’assicuratore. E questo purtroppo avveniva anche laddove il sanitario ricoprisse un ruolo marginale nell’intervento oggetto di sinistro.

Si rendeva quindi necessario, anzi urgente, aprire un tavolo di dialogo con le Istituzioni, e la partecipazione a tavoli tecnici a Roma volti a sollecitare gli opportuni interventi di riforma.

Le problematiche erano legate, principalmente, alla stipula di coperture c.d. “a primo rischio”, molto costose, ed anche alla difficoltà, via via crescente, di ottenerne il rinnovo.

Le compagnie assicuratrici italiane erano, infatti, pressoché “uscite" dal mercato nazionale delle polizze di R.C.  medica ed in modo particolare per i chirurghi che praticavano interventi invasivi poiché  ritenuti ad alto rischio.

Di qui allora i primi interventi della task-force volti, in primis, a sollecitare il confronto con le Istituzioni.

Il Presidente della Commissione Sanità della Camera, il sottosegretario alla Salute, in Senato il sottosegretario alla Giustizia e l’ on. Gelli venivano, infatti, tutti invitati a partecipare al nostro congresso biennale. Si addiveniva dunque ad un “confronto tecnico" presso il Ministero della Salute durante la guida del ministro Lorenzin al fine di sollecitare la necessità di una vera e propria riforma complessiva avente ad oggetto il "rischio clinico”. 

Fu così che la task force, di seguito, riusciva - tramite i suoi rappresentanti - ad essere ricevuta ed ascoltata a Bruxelles, presso la Commissione Sanità del Parlamento europeo.

Durante tale incontro, il Presidente di Commissione dr. Borg prometteva di intercedere presso il Governo italiano al fine di sollecitare interventi volti a regolamentare la materia del rischio clinico e la colpa medica in conformità agli altri stati europei. 

Durante il semestre di guida italiana del Parlamento europeo, come stabilito, il Presidente Borg, durante una “Convention” svoltasi a Roma, metteva bene in evidenza come il sistema normativo italiano fosse del tutto inadeguato circa il tema della responsabilità medica suggerendo i necessari interventi.

 

Nel 2017, finalmente, entrò in vigore la legge L. 24/17.

A SICCH non restava che accreditarsi presso il Ministero della Salute (decreto Lorenzin) al fine di poter accedere nel portale dell’ ISS e rendere fruibili le linee guida "SICCH-approved”  come previsto dalla normativa Gelli (lavori in corso).

Tra le strategie di SICCH vi era la necessità di addivenire alla stesura univoca e chiara del c.d." consenso informato” per così dire: “unificato e SICCH approved”. 

Il gruppo di lavoro, che partecipò a numerosi incontri era composto dal dr. G. Piccoli, dallo studio legale Isolabella ed dai componenti della task-force medico-legale (Canziani, Creazzo, Pagliaro, Parolari), incluso l’allora Presidente Francesco Musumeci.

Per finire, iniziava a prendere piede lo strumento del “parere pro veritate” per esprimere la posizione ufficiale della Società Italiana di Chirurgia Cardiaca in merito al problematiche medico-legali che riguardassero le “zone grigie” di confine tra quanto già normato e le sentenze, e per i contenziosi nei quali le consulenze tecniche dei periti nominati dal giudice fossero non univoche.

Nel secondo periodo, successivo alla entrata in vigore della L. 24/17 (legge Gelli), abbiamo assistito all’intervento del legislatore volto a regolare e delimitare l’ambito della responsabilità medica.


Gli obiettivi e gli interventi di SICCH si sono dunque adeguati al mutato scenario.

Primo obiettivo: quello di individuare criteri obbiettivi e condivisi, tanto dalle istituzioni quanto dalla stessa magistratura, per la selezione dei consulenti tecnici del magistrato. SICCH proponeva di privilegiare, in tal senso, i criteri della competenza, della esperienza e della specializzazione. E su questo punto la task-force medico-legale veniva audita presso il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) (settima Commissione) che confermava la necessità di un intervento volto a riformare la materia ed in particolare lo stesso "albo peritale". 

In ambito penale, l’avvocato Francesco Isolabella e la task-force esponevano la necessità di caratterizzare la necessità di limitare il ruolo del C.T.U. solo a periti altamente specializzati. In pratica, SICCH si faceva in tal modo interprete di un “sentire comune”, all’interno del mondo sanitario, che si riferiva all’esigenza di un’armonia tra la preparazione e l’esperienza del medico sottoposto a giudizio e il medico che deve valutare il suo operato sotto il profilo tecnico (il perito/CT).”

Con una determina del 25 ottobre del 2017 il CSM accoglieva quindi le istanze presentate da SICCH in merito alla riforma dell’albo peritale (scarica il PDF). 

Dobbiamo altresì sottolineare come l’entrata in vigore della determina sopra descritta ha subito poi un certo rallentamento stante le problematiche riorganizzative del CSM stesso, ma ora i tempi sembrano maturi per una ripartenza della interlocuzione col CSM stesso.

Sotto il profilo assicurativo, invece, la legge sul rischio clinico ha consentito al professionista di potersi assicurare con una polizza di “secondo rischio”, meno costosa ed emessa dalle compagnie senza particolari riserve; SICCH è quindi addivenuta ad una convenzione assicurativa grazie alla intermediazione del dr. Alberto Canziani, con tariffe calmierate ed ottimizzate sulla normativa base della normativa Gelli- Bianco.

 

Vi sono, tuttavia, ancora molti punti critici che devono essere affrontati e risolti.

1) Attualmente in ambito civile il sanitario viene evocato dalla struttura ai sensi dell’art 13 della L.24/17 ai fini della eventuale rivalsa che questa potrebbe esercitare in caso di esito negativo del contenzioso.

In questa fase le Compagnie assicurative sovente neppure aprono il sinistro e tanto meno prendono parte al contenzioso trattandosi di polizze a secondo rischio. Ma se è vero che si è in realtà costretti a pagare solo in caso di rivalsa e per colpa grave, è anche vero che la fase in cui si decide la responsabilità del sanitario è proprio quella preliminare dell’A.T.P. fase alla quale, come anzi detto, la compagnia per la R.C.P. del sanitario NON prende parte.

2) Altro punto critico: la retroattività che “acquistiamo" attraverso queste polizze “a secondo rischio” riguarda il rischio assunto nei dieci anni precedenti alla stipula. Ma prima della legge Gelli, ovvero del 2017, la copertura solo per la rivalsa non era sufficiente.

A pensar male si farà peccato...comunque questi sono temi che il nostro pool di avvocati assieme ai cardiochirurghi della Task Force sta cercando di risolvere e di cui vi daremo comunicazione.

 

Infine in questo biennio gli obiettivi che la task-force medico-legale si propone di affrontare sono i seguenti:

- collaborare -assieme al Comitato per le Linee Guida- per la messa a punto di linee guida per la terapia delle malattie cardiovascolari di interesse chirurgico e per la pubblicazione sul sito dedicato dell’ISS;

- riforma albo peritale in collaborazione con il CSM;

- consenso informato “SICCH-approved” semplificato;

- interloquire con il Ministero dello Sviluppo economico per I decreti attuativi della legge Gelli non ancora finanziati (manca l’ultima firma!)

- offrire la possibilità ai soci di riferire alla task-force medico-legale delle loro problematiche inerenti il contenzioso, l’atp, la scelta della polizza assicurativa.

 

Concluderei ringraziando I presidenti SICCH che in questi anni hanno creduto nella sezione legale ed in me (sempre presente!), il prof. Parolari costantemente impegnato in prima linea, il dr. Gianni Lattanzio per le sue mediazioni politiche, l’attuale direttivo SICCH per la fiducia accordatami in questo ambito.

 

 

MARCO PAGLIARO

Responsabile Task Force Medico Legale SICCH

SEGRETERIA SICCH c/o G.C. Srl (+39) 06 85305059

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